OPERAZIONE SETTIMO CERCHIO A CALTAGIRONE, PALAGONIA, SCORDIA E MINEO, TREDICI ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
2010-03-10 13:44:29
CALTAGIRONE, Catania - A Caltagirone, Palagonia, Scordia e Mineo nel corso della notte, la Compagnia Carabinieri di Palagonia, la Compagnia della Guardia di Finanza di Caltagirone e la Polizia Stradale di Caltagirone, nell’ambito di un’inchiesta svolta in collaborazione tra le tre Forze di Polizia, hanno eseguito tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltagirone, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltagirone, nei confronti delle seguenti persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’usura ed alle estorsioni: Salvatore D’Amico, Giuseppe Senia, Manuel Laurino La Rocca, Nunzia La Micela, Carmelo D’Amico, Alessandro D’Amico, Giuseppe Villeggiante, Salvatore Villeggiante, Maurizio Raia, Giuseppe Bonaviri, Salvatore D’agostino, Vincenzo La Spina, Franco Gulizia.
Le indagini, iniziate nel dicembre del 2008, frutto di un articolato intreccio di elementi investigativi a seguito delle denunce sporte dalle numerose vittime, le quali sono apparse prive di qualsiasi discordanza interna, lucide, cronologicamente coerenti e scevre di contraddizioni, hanno permesso di accertare gravi indizi in ordine all’esistenza in Caltagirone, Scordia, Palagonia e Mineo di una associazione criminale che, grazie all’ausilio di impiegati di finanziarie e direttori compiacenti di Istituti di credito, percepiva e prometteva, a fronte di somme di denaro prestate, interessi di natura usuraia prossimi al 250% annuale. Dall’analisi delle attività tecniche disposte e dalla copiosa documentazione fiscale acquisita presso locali Istituti di credito, si dimostrava l’esistenza di un vero e proprio mercato nero dei soldi. Infatti, alla stregua di un istituto di credito, l’organizzazione criminale procacciava clienti e dopo aver ricevuto precise garanzie, concedeva il prestito ed in caso di mancato pagamento, recuperava il credito non adempiuto tramite “precise” procedure esecutive. L’indagine si è pertanto sviluppata essenzialmente attraverso le denunce delle persone offese; le attività tecniche di intercettazione; le attività di indagine presso i locali Istituti di credito coinvolti nell’emissione ed accettazione dei titoli di Credito e nelle interrogazioni delle sedi centrali degli Istituti stessi; la ricostruzione dei flussi di denaro, sia virtuali che reali, in entrata ed in uscita ricavati dai relativi accertamenti. Tale complessa attività investigativa ha permesso di raccogliere, quindi, gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati tutti legati da un vincolo associativo e dediti in via stabile alla commissione di reati di usura ed estorsione.