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 TEATRO, DAL 17 MARZO AL "BRANCATI" DI CATANIA IN SCENA "USCITA DI EMERGENZA" DI MANLIO SANTANELLI CON LELLO ARENA E SEBASTIANO TRINGALI
2010-03-14 18:37:08

CATANIA - Dopo l’applaudito debutto romano al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi ed il successo riscosso al Teatro Duse di Bologna, la commedia “Uscita di Emergenza” di Manlio Santanelli, con protagonisti Lello Arena e Sebastiano Tringali (nella foto), per la regia di Giancarlo Sammartano, toccherà la città di Catania. Da mercoledì 17 marzo, alle ore 21, andrà infatti in scena al Teatro Vitaliano Brancati. Due personaggi, due “naufraghi” emblema di una condizione essenziale comune ad ogni essere umano che abbia perso o abbia voluto perdere il senso del reale ed ogni rapporto con il mondo esterno.
Pacebbene ex sacrestano e Cirillo ex suggeritore teatrale, entrambi di un’età indefinibile, si muovono in uno spazio concreto eppure metafisico pensato a misura dallo scenografo Lello Esposito, dove la tradizione figurativa e concettuale di un immenso sud sussurra e grida. Messi a dura prova da un’esistenza che ha lasciato loro soltanto l’amaro sapore della memoria, essi non sono in grado di esprimere altra volontà se non quella di spostarsi su e giù per l’unica stanza che costituisce il loro covo, in una smania di emigrare che però non li porta mai oltre la soglia di casa.
Ognuno geloso dei suoi piccoli segreti, dei suoi oggetti personali, tramite i quali mantenere la propria identità, impegnati in un continuo scambio di dispetti, in una gara di racconti e di storie vissute anni addietro, miste a bugie e “coloriture”, con un sentimento comune la paura di rimanere soli e affrontare ciò che non si conosce e si trova fuori da quella stanza.
“Beati i senzatetto perché vedranno il cielo” recita sommessamente il sottotitolo di “Uscita di Emergenza”. Non solo un testo teatrale, ma un vero saggio cifrato di antropologia, intatto nella sua profetica visione di un mondo sradicato, fuori ruolo e misura, dove nel degrado dello sfondo sopravvivono a basso rilievo uomini solo in sé; memorie in minore, evocate in azione parlata, che raccontano di vite trascorse, vite sprecate, ora solo esistenze. La molla di carica del racconto cigola ad arte per mostrare l’inarrestabile bisogno di vita per cui una persona è spinta a divenire un personaggio. Ansia, istinto, pazzia, desiderio oscuro di felicità, liberazione, si travestono - tra avanzate e ritirate- nella sfida a chi fa più baccano, più clamore”.
I costumi sono firmati da Daniela Catone , musiche di scena Germano Mazzocchetti Lo spettacolo è una produzione Teatro della Città e Compagnia dell’Ambra.