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L'INTERVISTA
2010-08-28 12:13:25
BILANCIO FINALE PER IL FESTIVAL “TEATRI IN CITTÀ” DI CALTAGIRONE, PARLANO GLI ORGANIZZATORI DI “NAVE ARGO”

CALTAGIRONE, Catania – Si è concluso a Villa Patti di Caltagirone (23 e 24 agosto) il Festival Teatri in Città, organizzato da Nave Argo. A tracciare un bilancio di una coraggiosa, simbolica, importante edizione della validissima iniziativa, sono i direttori artistici e organizzatori del Festival Fabio Navarra e Nicoleugenia Prezzavento.
“Ovviamente andare a teatro non è obbligatorio per nessuno, ci sono tante altre cose belle nella vita. Ma chi a vario titolo - spiegano Fabio Navarra e Nicoleugenia Prezzavento - ha un ruolo nelle Istituzioni Pubbliche, che tra le proprie funzioni hanno anche quella di sostenere i processi culturali messi in atto presso le Comunità amministrate, probabilmente potrebbe trovare interessante e "illuminante" partecipare a questi stessi eventi”.
”Le scorse sere, in occasione del nostro Festival "Teatri in Città" (a Caltagirone dal 23 al 24 Agosto), - continuano Navarra e Prezzavento - non ne abbiamo visti molti di rappresentanti delle Istituzioni, a meno che non fossero così abilmente nascosti. E, tranne sporadiche occasioni, negli ultimi anni non ci è successo di scorgerne molti tra il pubblico”.
”E' vero, si può sempre farsi raccontare le cose come siano andate ma non sarà mai la stessa cosa che trovarsi lì dove le cose accadono, vivendone in pieno l'atmosfera accanto a tanti altri spettatori assieme ai quali condividere emozioni e sensazioni. Ma soprattutto non riusciamo a capire come poi nelle sedi preposte (al Comune, alla Provincia, alla Regione...) si possano fare scelte di programmazione culturale se non si trova neanche il tempo per vedere con i propri occhi quello che succede nei luoghi in cui questi eventi, qualunque essi siano, accadono. D'altronde l'essenza stessa del Teatro è proprio quella della sua unicità, in quel momento e in quel posto. Andare a teatro non è obbligatorio ma frequentarlo, a volte, potrebbe far bene”.

A proposito di "Teatri in Città" mi pare che qualche giorno fa una persona vi ha chiesto se non fosse eccessivo, vista la corrente situazione, continuare a chiamarlo “Festival”. Cosa avete risposto?
”Abbiamo risposto che, anche se ridotta a due soli giorni, ci sembra – e non solo a noi – che la nostra manifestazione mantenga intatti lo spirito e l'autenticità con i quali sin dal 1994 è stata concepita; il desiderio di scoperta e condivisione di quanto di più interessante e innovativo propone la scena italiana; la convivialità ed il legame con il territorio. Sarebbe bastato essere stati presenti ad una delle due serate per cogliere tutto ciò, nonché l’intimo rapporto che sempre si viene a creare tra gli artisti e il pubblico”.
”Non dovremmo essere noi ad essere imbarazzati per un’edizione così ristretta del Festival ma, piuttosto, quelle Istituzioni che inspiegabilmente insistono nel far mancare il loro sostegno alla manifestazione. Per quanto ci riguarda, nonostante il budget simbolico, non abbiamo voluto annullare la manifestazione. Un atto di resistenza, l'ennesimo, di fronte al progressivo e sconsolante processo di desertificazione culturale del nostro territorio”.
Concluso il Festival e tirate le somme, avete qualcuno da ringraziare?
”Sicuramente grazie al Pubblico che numeroso (quasi 200 spettatori paganti a sera) ed entusiasta ha partecipato agli spettacoli; al Comune di Caltagirone che nonostante i tagli ai bilanci degli Enti Locali continua a sostenere la nostra manifestazione, al personale dell'Assessorato al Turismo e a quello di Villa Patti. Grazie poi alle Compagnie: a quelle che hanno accolto con piacere la nostra proposta di partecipazione per affetto e stima nei nostri confronti (e del nostro pubblico) e non certo per il compenso - quasi simbolico - che gli abbiamo proposto; e ai colleghi e amici - Spiro Scimone e Francesco Sframeli, Davide Enia, Filippo Luna, Gigi Borruso, Turi Zinna, Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi dei TeatriAlchemici, Tino Caspanello - che sarebbero stati felici di essere con noi se solo, come detto prima, ci fossimo trovati nella condizione di poter programmare per tempo e con un budget diverso.
Infine, un grazie sentito ai nostri preziosi collaboratori: Giuseppe R., Maria Paola, Melissa, Carlo, Daniela, Giuseppe G., Paolo, Davide, Daniele e Leandro. Arrivederci ai prossimi appuntamenti, noi contiamo di esserci ancora”.
M.G.

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